Una salvezza raggiunta prima dell’ultima giornata, stazionando sempre fuori dalla zona retrocessione, con una rosa di giovani che tanto bene hanno figurato nello scorso campionato di prima categoria. Alla guida del Santa Maria Truentina ci sarà ancora mister Stefano Morganti, che ci parla degli obiettivi del suo Santa in questa nuova stagione.

Mister, tra poco più di un mese si darà il via alla nuova stagione con la classica preparazione estiva… che tipo di campionato si prospetta?

Si prospetta un campionato diverso dal precedente, sono scese squadre blasonate come Castignano e Centobuchi, sono salite società ambiziose come Comunanza e Valtesino e probabilmente Torrione, fatto di giocatori esperti. Pertanto sarà complicato tenere la barca fuori da acque agitate, poiché la competizione sarà più elevata.

Dopo un’ottima salvezza nello scorso campionato, quali obiettivi, personali e di squadra, si puntano in questa stagione?

Obiettivi personali non ne ho dopo 23 anni di “pseudo allenatore”, l’unica cosa che inseguo calcisticamente è rendere felici chi con passionalità tiene in vita piccole società e senza voli pindarici possa durare nel tempo almeno un decennio. Tante società fanno il botto un paio di anni, poi all’improvviso inscenano liti interne societarie e scompaiono. Nei dilettanti non ha rilevanza la categoria ma la modalità gestionale.

Quanto è cresciuta la squadra nel corso del campionato? Su quali aspetti tecnici e tattici si può e si deve migliorare?

La squadra è cresciuta inizialmente, l’impressione personale è poi stata quella di volersi accontentare alternando prestazioni esaltanti ad altre deludenti. Non siamo mai stati in zona play out ma è mancata la costanza nel rendimento. Imputo a chiari cedimenti di attenzione e concentrazione nei 90 minuti tale discontinuità, anche perché il concetto “mi alleno forte” e “vado forte” non sempre passa, ora vige “mi allenicchio… per campicchiare”.

Quindi ritiene che i giovani d’oggi siano “svogliati”? Che non vi sia più quella passione di una volta?

I giovani di oggi per natura sono più pigri per il semplice fatto che EVITANO DI VOLER CONOSCERE dove arriva il proprio stato di sofferenza fisica e mentale e pertanto bisogna spingerli ad andare oltre il semplice compitino.

Chi potrà essere l’arma in più del Santa Maria in questa stagione?

L’ uomo in più del Santa Maria non esiste e non ci sarà, ma solo la crescita individuale “nell’atteggiamento” da parte di tutti i ragazzi al servizio del “Collettivo” può diventare la vera arma.

Tornando allo scorso campionato, qual è stata la partita più bella del suo Santa Maria?

Ritengo il derby perso all’andata con il Castel di lama, la prestazione migliore per i canoni di intensità, ritmo e abnegazione nella partita.

Ti passo la palla per un’ultima battuta dell’intervista:

Vorrei solo ringraziare la società del Santa Maria Truentina che, assegnandomi il ruolo di guida tecnica e rinnovandomi la fiducia quest’anno, ha creduto nelle mie capacità calcistiche ed umane.

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